La parodontologia è la branca dell’ odontoiatria che studia i tessuti del parodonto (peri = attorno; odons = dente) e le patologie ad esso correlate. Il parodonto è costituito gengiva, osso alveolare, cemento radicolare (tessuto che ricopre la radice del dente) e legamento parodontale. La parodontologia si occupa quindi dell’insieme dei tessuti molli e duri che circondano il dente e delle malattie che li interessano: queste vengono chiamate genericamente malattie parodontali o parodontopatie.
La malattia parodontale è una malattia che ha una componente batterica, quindi infettiva; un tempo conosciuta con il nome di piorrea, la malattia parodontale rappresenta oggi una delle cause più importanti della perdita dei denti. Essa è costituita da un complesso di malattie che, in forme diverse, possono colpire ogni fascia di età . La forma più frequente colpisce l’adulto nell’età compresa tra i 40 ed i 60 anni.
La causa principale è la placca batterica: insieme di batteri e residui alimentari.
Affinché determinati tipi di batteri agiscano provocando lo sviluppo della parodontopatia è necessario che si verifichino determinate condizioni: prima fra tutte che il paziente sia in qualche modo predisposto e suscettibile. Oltre al fattore ereditario, altre condizioni o comportamenti possono favorire o aggravare la malattia parodontale: la scarsa igiene orale, l’accumulo di tartaro sopra e sottogengivale, la presenza di malattie sistemiche come il diabete, il fumo di sigaretta.
La malattia parodontale diversamente dalla carie è prevalentemente asintomatica. Vi sono però dei segni caratteristici che sono:
– il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento
– la scopertura dei colletti dentali (recessioni)
– il gonfiore e l’arrossamento delle gengive
– la ipersensibilitĂ dentale agli sbalzi di temperatura
– la mobilitĂ dei denti interessati.
Con la malattia parodontale si perde “attacco” e osso alveolare. le due possibili manifestazioni cliniche sono la recessione gengivale (gengiva abbassata che si evidenzia con un dente piĂą lungo) e/o la tasca parodontale: in condizioni di salute la gengiva aderisce al dente in modo da formare un sigillo che protegge le strutture profonde come l’osso, la radice ed il legamento parodontale dall’aggressione di batteri e dai traumi. Quando la placca si accumula sul bordo gengivale, le sostanze rilasciate dai batteri favoriscono l’infiammazione della gengiva che tende a scollarsi approfondendo il solco e trasformandolo in una tasca. Una tasca gengivale o parodontale è rappresentata quindi da uno stato di infiammazione a carico della gengiva che provoca uno spostamento piĂą apicale della giunzione tra dente e gengiva. Una tasca superiore ai 5 mm, rappresenta una zona ad alto potenziale di rischio per la progressione della malattia.
La valutazione parodontale consiste in una accurata anamnesi e un attento esame dello stato di salute dei tessuti di supporto dei denti, attraverso:
1. sondaggio parodontale
2. il controllo della mobilitĂ dentaria
3. il controllo dello stato dell’occlusione dentaria
4. lo status radiografico, che consiste in 16 o 18 radiografie endorali (si ottengono informazioni sulle strutture profonde che non possono essere valutate clinicamente)
5. le impronte delle arcate dentarie, per poter valutare l’occlusione del paziente.
Lo scopo della terapia parodontale è l’eliminazione meccanica della placca batterica e il conseguimento di condizioni anatomiche che rendano l’igiene orale facilmente mantenibile attraverso la semplice igiene domiciliare.
La terapia meccanica include procedure per la rimozione di placca batterica e tartaro dalle superfici dentali sopragengivali (detartrasi sopragengivale) e sottogengivali (detartrasi e levigatura radicolare sottogengivale) in modo da rendere lisce le superfici dentali e radicolari. La detartrasi e levigatura radicolare sottogengivale può essere condotta a “cielo chiuso”, cioè senza scollamento volontario della gengiva, o a “cielo aperto”, cioè mediante il sollevamento di lembi chirurgici gengivali per migliorare l’accesso e la visibilità dell’operatore.
Il nostro protocollo di approccio alla fase causale prevede l’utilizzo iniziale di procedure a cielo chiuso, lasciando l’eventuale uso di terapie a lembo ad una seconda fase terapeutica, la cui necessità viene individuata durante la rivalutazione che segue la fase di terapia causale.
La detartrasi e levigatura radicolare sottogengivale
Questa procedura, indicata per la terapia delle parodontiti viene condotta con l’ausilio di anestesia locale. L’obiettivo primario è di asportare i depositi duri e molli dalle superfici radicolari, lasciando superfici radicolari “pulite” e “lisce” per favorire la guarigione dei tessuti parodontali, che normalmente risulta nella risoluzione o almeno nella riduzione dei processi infiammatori locali e nella conseguente riduzione della profondità della tasca parodontale. La detartrasi e levigatura radicolare vengono pianificate generalmente in 4 sedute.
I risultati attesi dopo detartrasi e levigatura radicolare sottogengivale, in pazienti che adottano misure di igiene orale domiciliare appropriate, sono: 1. riduzione dei segni clinici dell’infiammazione gengivale (rossore, gonfiore e segni associati); 2. marcata riduzione del numero dei siti che sanguinano, 3. riduzione della profondità di tasca con incremento della recessione gengivale e lieve guadagno di attacco tissutale.
Nel caso ci si trovi di fronte a malattie parodontali severe, a questa fase, detta anche terapia iniziale, segue un ulteriore livello di intervento: la eliminazione per via chirurgica delle tasche e dei difetti ossei che non possono essere trattati con metodi conservativi. Anche in questo caso abbiamo a disposizione diverse soluzioni. A seconda delle indicazioni sarà possibile effettuare una terapia chirurgica rigenerativa, cioè in grado di recuperare in tutto o in parte il tessuto distrutto dalla malattia, o una terapia chirurgica resettiva che tende ad eliminare radicalmente le tasche ed i difetti presenti.
L’ultimo livello di intervento è rappresentato dalla terapia di supporto o mantenimento. Questa fase è fra tutte la più importante e delicata. La mancata adesione alle norme di igiene domiciliare e una incostante presenza ai controlli professionali periodici possono essere causa della ricorrenza della malattia con conseguenze gravi per il mantenimento di elementi dentari compromessi.
La malattia parodontale va curata in quanto può essere altamente invalidante portando alla perdita precoce di elementi dentari con relative conseguenze sul piano estetico e sul piano funzionale. Oltre a ciò, sembra ormai confermata l’esistenza di importanti legami tra malattie sistemiche e malattie parodontali. In particolare pazienti con parodontopatia sembrano essere più a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, osteoporosi e nelle donne ad avere gravidanze che esitano in nascite premature e sotto peso.